La genesi dell'arte pirotecnica

L'immagine è di proprietà di Walt Disney

I fuochi d’ artificio sono nati in Cina intorno alla fine del primo millennio dopo cristo ad opera di alcuni monaci. I primi effetti pirotecnici hanno avuto origine nel campo militare infatti venivano lanciati a mano o tramite macchine belliche come catapulte, mangani o baliste.

Solo in seguito intorno alla seconda metà del XII secolo vennero ideati i primi razzi, con spinta propulsiva propria, utilizzati dal esercito imperiale cinese contro gli invasori mongoli.

La ricostruzione di queste battaglie nel famoso film d’animazione della Disney: Mulan, testimonia l’uso dei primi razzi.

Nel mondo occidentale la polvere da sparo prese piede con il nome di neve cinese, infatti la formula della polvere da sparo utilizzata ancora oggi è stata sancita dall’alchimista inglese Ruggero Bacone (padre francescano, alchimista scienziato filosofo considerato uno dei padri dell’ empirismo, rifondatore del metodo scientifico e scopritore della formula della polvere da sparo), intorno alla metà del 1200.

Sempre in questo periodo iniziava a concretizzarsi la pirotecnica anche se in una forma piuttosto primitiva e rudimentale con delle prime dimostrazioni dei poteri di questa polvere nel campo puramente spettacolare ad opera degli alchimisti e dei loro assistenti. L’utilizzo durante le cerimonie religiose e all’interno delle rappresentazioni teatrali come effetti speciali ha origini nel Medioevo. Infatti i tecnici dei vari eserciti europei iniziarono a valutare l’utilizzo della polvere da sparo anche in campo ludico per celebrare le vittorie dando così vita alla pirotecnica vista come viene applicata al giorno d’ oggi.

Le prime fabbriche di fuochi d’artificio si svilupparono in Germania nella zona di Augusta intorno agli anni 40 del XIV secolo. Per la formazione dei pirotecnici le due principali scuole erano: quella tedesca di Norimberga guidata dai Clamer particolarmente famosa per la sua speciale tecnica di sparo aerea, seguita dalla scuola italiana sorta a Bologna condotta dai Ruggeri conosciuta per i suoi scenari luminosi.

La nota di colore presente nei fuochi d’ artificio ha avuto origine nel 1800 ad opera di C.L. Berthollet che introdusse per primo il cloruro di potassio nella miscela esplodente.

In Italia oggi sono presenti diverse scuole, la più famosa è sicuramente quella napoletana con i suoi effetti made in Italy di grandi dimensioni e dai tuoni assordanti, risultando il fiore all’ occhiello della pirotecnica italiana. I fuochi artificiali oggi vengono utilizzati e per celebrare feste di paese, matrimoni e feste popolari come capodanno o ferragosto, ma in estate si svolgono anche dei veri e proprie campionati in cui ogni scuola espone le proprie tecniche e la propria arte.


Ivana C. e lo staff di Franco Pozzi

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